Far crescere il coinvolgimento delle maestranze locali

 

Abbiamo il record di produzioni»: è il primo bilancio 2016 del presidente di Piemonte Film Commission, Paolo Damilano. Mai come ora il Piemonte è industria del cinema. «Questa stagione conta, ad oggi, 120 produzioni sostenute da Film Commission: tra queste 19 lungometraggi, 7 fiction e film tv, 38 spot, 8 cortometraggi e 20 documentari. Con una ricaduta complessiva di 15 milioni e 600 mila euro». Definirla soddisfatto pare riduttivo, con questi numeri.
«Siamo oltre la più rosea previsione. Sono in scadenza a marzo del prossimo anno: quando nel 2013 ho accettato l’incarico i finanziamenti di Comune e Regione erano stati decisamente ridimensionati. Noi siamo riusciti a integrarli con i proventi degli investitori privati e a consolidare il progetto di essere un punto di riferimento delle Film Commission italiane».

E lei rinnova, giusto? «L’esperienza mi è piaciuta, anche se agli inizi non ero così addentro a questo mondo. Oggi Film Commission ha acquistato autorevolezza e se me lo chiederanno mi piacerebbe completare il lavoro che ho cominciato: in questo momento i fratelli Taviani stanno girando in Val Maira: credo che di più non si possa chiedere per concludere l’anno».
Siete riusciti a ridimensionare la concorrenza delle Film Commission di Puglia e Friuli?
«Loro continuano ad essere molto appetibili perchè hanno fondi sostanziosi, ma noi combattiamo bene e con grande qualità».
Ci sono ancora produzioni da chiudere entro dicembre?
«La Lime, i produttori di “Prima di lunedì”, inizieranno a girare il loro terzo film fra Torino e provincia ad ottobre».
Obiettivi per il 2017? «Far crescere il nostro potere contrattuale sul coinvolgimento delle maestranze locali».
E la fiction non andrebbe sviluppata?  «Ora abbiamo “Non uccidere” della Rai ai Lumiq e “Sacrificio d’amore” a San Giusto Canavese. Ci sono progetti interessanti con Rai Fiction».  Il momento più esaltante della stagione? «Andare a Cannes con il film di Belocchio “Fai bei sogni” dal libro di Massimo Gramellini».

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