“Guerrieri” di Fabio Segatori, prima nazionale a Roma

Venerdì, 2 marzo 2018 alle ore 18,00 al Teatro Argentina di Roma, ci sarà la prima nazionale di “Guerrieri” di Fabio Segatori, un film documentario di 52′ dedicato a Gerardo Guerrieri, uno dei più grandi intellettuali del teatro italiano e internazionale.
Il film è prodotto dalla Fabrique Entertainment e dalla Baby Films in collaborazione con Regione Basilicata, Comune di Matera e Circolo Culturale “La Scaletta” e con la partnership della Lucana Film Commission.

Alla proiezione seguirà un dibattito, introdotto dal direttore del Teatro di Roma, Antonio Calbi, con la partecipazione dell’autore, della vedova Guerrieri, Anne d’Arbeloff, co-fondatrice del Teatro Club, della figlia Selene, curatrice di due volumi che raccolgono scritti di e sul padre, dell’attore Joe Capalbo, voce recitante di Guerrieri nel film, degli storici del teatro Ferruccio Marotti e Stefano Geraci, del fotografo di scena Tommaso Le Pera, di Patrizia Minardi della Regione Basilicata e di Paride Leporace della Lucana Film Commission.

Dopo anni di preparazione e ricerche, “Guerrieri” di Fabio Segatori ha ottenuto il Patrocinio dell’Università di Roma “La Sapienza” e la collaborazione di Rai Teche, che ha fornito rari materiali di repertorio, recuperati e restaurati per la prima volta in occasione del film, assieme a dei filmati familiari girati in 8, super 8 e 16mm girati negli anni dagli anni ’50 agli anni’80.

Tra gli intervistati, Piera Degli Esposti, Umberto Orsini, Mariano Rigillo, Vinicio Marchioni, Judith Malina (del Living Theatre), Laurent Terzieff, Hellen Stewart, Bob Wilson, Antoine Vitez, il decano degli studiosi di storia del Teatro in Italia, Ferruccio Marotti e Luigi Squarzina, al quale è intestata la sala dove avviene la proiezione.

Attraverso il racconto dell’incredibile parabola dell’intellettuale materano, “Guerrieri”, s’interroga sul ruolo dello spettacolo nella società di oggi. Il documentario, lontano dalla visione museale della cultura, vuole interagire con l’oggi. Esattamente come faceva Guerrieri coi suoi tempi. In un momento di teatri abbandonati o trasformati in sale Bingo, di culto del red carpet, di supereroi e “cosplay”, il documentario cerca di contaminare il presente con la febbrile curiosità e la passione per la cultura di Gerardo Guerrieri.

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