Rete Cinema, una comunità in espansione

Rete Cinema, nata in Basilicata come network di professionisti del cinema e dell’audiovisivo, ha visto crescere una realtà analoga, Moviementu – Rete Cinema Sardegna (entrambi inconsapevoli dell’esistenza altrui). Da pochi mesi è spuntata con grande entusiasmo anche Rete Cinema Calabria.

Due anni fa scrissi su Diari di Cineclub che “secondo la Teoria dei Campi Morfogenetici di Rupert Sheldrake, se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali o psicologiche od organiche, queste vengono automaticamente acquisite dagli altri membri della stessa specie. Così, se una buona parte dell’umanità raggiunge un certo livello di consapevolezza spirituale, questa stessa consapevolezza si estenderebbe per risonanza morfica ad altri gruppi, coinvolgendo quindi l’intero sistema”.

Sono convinto che siano queste le basi scientifiche responsabili del proliferare di Rete Cinema.

La nostra realtà di Basilicata, come le altre due, è un’associazione senza fini di lucro e rappresenta un saldo punto di riferimento per gli operatori del settore. Attraverso la cultura della comunicazione in “rete”, l’associazione si propone di favorire, la condivisione, il confronto, lo sviluppo culturale, sociale ed economico della regione. Rete Cinema Basilicata, per sua natura, si basa su un modello di partecipazione dal basso. E’ un modello ibrido che sposa le esperienze contemporanee e le forme sociali tipiche dei nostri territori. Il fulcro dello sviluppo del territorio passa attraverso la tutela e la valorizzazione dei mestieri del cinema. Tale tutela include la formazione continua, la sperimentazione di nuove tecnologie e il continuo confronto artistico tra cineasti ed operatori provenienti da realtà culturali diverse.

A più di quattro anni dalla costituzione, è doveroso fare un po’ il resoconto delle attività di un’associazione che ha avuto il merito di fare da collante in una realtà disgregata come quella degli operatori lucani, tanti dei quali in continua spola fra la terra natìa e le storiche sedi da cinematografari, sempre più sofferenti dal punto di vista delle opportunità.

Dal 2009 nascono spontaneamente le prime occasioni di incontro fra addetti ai lavori del settore audiovisivo. Emerge la forte necessità di censire la realtà professionale lucana e iniziare un percorso di dialogo e collaborazione con gli enti territoriali.

Nel febbraio 2011 nasce su Facebook il Forum per la Film Commission, un gruppo di discussione e confronto che riapre il dibattito sul cinema in regione. A settembre dello stesso anno i coordinatori del Forum redigono un documento di proposte per la costituzione di una Film Commission regionale firmato dalla maggior parte degli operatori del settore. A fine 2011 gli operatori proponenti sono stati convocati dalla Regione Basilicata al tavolo della Partnership della Creatività in cui viene esposta la struttura della futura Film Commission.

Nel febbraio 2012, dall’esperienza del “Forum”, e dopo numerosi incontri, Rete Cinema Basilicata si costituisce nella forma giuridica di associazione culturale. Pochi mesi dopo nasce la tanto attesa e voluta fondazione Lucana Film Commission.

Nel 2013, dopo un’ampia condivisione, viene reso pubblico il Manifesto per il Cinema in Basilicata, un documento di proposte per la Lucana Film Commission. Di lì a poco nasce la prima “Production Guide” lucana, un database che consente di entrare in contatto con i professionisti del settore audiovisivo, le aziende e le società di servizi. Rete Cinema Basilicata continua l’opera di aggregazione dei lavoratori lucani: tanti i progetti che beneficiano delle opportunità messe in campo.

La Rete continua a rappresentare un sistema organizzato capace di connettere gli stakeholders del settore con i quali le Istituzioni regionali possono fruttuosamente interloquire al fine di tutelare gli interessi sia di coloro che con le immagini in movimento ci lavorano che di tutti i cittadini lucani.

Nel 2014 si attivano le prime iniziative di raccordo con altre realtà associative italiane per poter giungere in tempi ragionevolmente brevi alla costruzione di una Rete Cinema trans-territoriale, un valido ed efficace supporto alla creazione di cultura con la C maiuscola anche da parte di quelle realtà geograficamente periferiche, ma proprio per questo capaci di un pensiero più libero, perché lontano dai vincoli, spesso di retroguardia, che la produzione e il mercato solitamente impone. A marzo 2014 si formalizza la partnership con l’analoga associazione, Moviementu-Rete Cinema Sardegna, con cui RCB condivide l’obiettivo di valorizzare i “territori”, da considerare non più come paesaggio o sfondo, ma fucina privilegiata per una reale innovazione del Cinema e dell’audiovisivo.

Nello stesso anno si organizza un ciclo di incontri sotto il nome di Agenda fra Roma, Potenza e Matera. L’interlocuzione fra gli operatori si fa fitta, parallelamente all’attuazione da parte della Regione Basilicata del “Bando alla Crisi”.

Nel 2016 si attua una forte campagna associativa, finalizzata a consolidare la presenza dei soci di vecchia data e cooptare nuovi operatori che negli anni si sono distinti per meriti artistici. Si crea un nuovo Direttivo e si mette in cantiere una nuova piattaforma on line che possa fungere da strumento operativo anche per Rete Cinema Mediterraneo il progetto inserito in Open Future, il dossier che ha decretato la vittoria di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.  Obiettivo principale è l’espansione del concetto di rete e fare di Matera-Basilicata uno snodo nevralgico, un hub audiovisivo dell’area mediterranea; proseguire e ampliare il confronto, l’acquisizione di idee facendo tesoro delle esperienze di realtà nazionali e internazionali virtuose, innovative e all’avanguardia.

Non resta che rimboccarsi le maniche e continuare questo virtuoso percorso.

Enzo S.

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